I Dialoghi di Confucio, sovrano senza corona
Tradotto dal francese • italiano (italien)
« Senza questa chiave fondamentale [I Dialoghi], non si potrebbe avere accesso alla civiltà cinese. E chi ignorasse tale civiltà non potrebbe mai raggiungere che un’intelligenza parziale dell’esperienza umana. »
Confucio. Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio), trad. dal cinese di Pierre Ryckmans, pref. di René Étiemble. Parigi : Gallimard, coll. « Connaissance de l’Orient », 1987.
La storia del pensiero offre pochi esempi di un’influenza tanto estesa e tanto duratura quanto quella del Venerato Maestro Kong o Kongfuzi1Forme rifiutate :
Cong fou tsëe.
Krong-fou-tsé.
K’ong-fou-tseu.
Kong-fou-tze.
Khoung-fu-tzée.
Khoung-fou-dze.
Cung-fou-tsée.
Khung-fu-dsü.
Kung-fu-tsu.
Kung fu-tzu.
Cun-fu zu.
Cum-fu-çu.. Se si deve giudicare della sua grandezza dall’impronta profonda che ha lasciato su tutti i popoli dell’Asia orientale, lo si può assicuramente chiamare « il più grande istitutore […] che i secoli abbiano mai prodotto ». È nei suoi Dialoghi (Lunyu)2Forme rifiutate :
Analectes (Analetti).
Dialogues (Dialoghi).
Les Annales (Gli Annali).
Les Propos (I Propositi).
Les Entretiens philosophiques (I Dialoghi filosofici).
Les Discussions philosophiques (Le Discussioni filosofiche).
Le Livre des entretiens ou des discours moraux (Il Libro dei dialoghi o dei discorsi morali).
Discours et paroles (Discorsi e parole).
Aphorismes (Aforismi).
Conversations avec ses disciples (Conversazioni con i suoi discepoli).
Liber sententiarum (Il Libro delle sentenze).
Ratiocinantium sermones (I Dialoghi dei razionalisti).
Dissertæ sententiæ.
Lén-yù.
Luen yu.
Louen yu.
Loung yu.
Lien-yu.
Liun iu.
Liun-ju.
Loun-yu.
Loun iu.
Lún-iù.
Da non confondere con :
Les Entretiens familiers de Confucius (I Dialoghi familiari di Confucio) (Kongzi jiayu) che formano una sorta di supplemento eterodosso alla raccolta dei Dialoghi. che rifulgono il suo ardente amore per l’umanità e la sua morale sublime, attinta alle fonti del buon senso ; è lì che si manifesta la sua costante preoccupazione di restituire alla natura umana quel primo lustro ricevuto dal Cielo, ma oscurato dalle tenebre dell’ignoranza. Non ci si stupirà dunque se i padri gesuiti, che lo fecero conoscere e ammirare all’Europa sotto il nome latinizzato di Confucio, concepirono per lui un entusiasmo pari a quello dei cinesi. Videro nei suoi Dialoghi le perle della Cina o qualcosa di ancor più grande prezzo, poiché pretiosior est cunctis opibus [sapientia] (la sapienza è più preziosa delle perle)3Pr 3,15 (trad. La Bible : traduction officielle liturgique (La Bibbia : traduzione ufficiale liturgica)).. E conclusero che « questi insegnamenti non sono buoni soltanto per le genti della Cina, ma […] che vi sono pochi francesi che non si stimerebbero […] assai felici se potessero metterli in pratica ». Voltaire stesso, conquistato, appese nel suo gabinetto un ritratto del saggio cinese, ai piedi del quale pose questi quattro versi :
« Della sola ragione salutare interprete,
Senza abbagliare il mondo, illuminando gli spiriti,
Egli non parlò che da saggio e mai da profeta ;
Eppure gli si credette, e persino nel suo paese. »Voltaire. « De la Chine » (« Della Cina »). Œuvres complètes de Voltaire (Opere complete di Voltaire), vol. 40, Questions sur l’Encyclopédie, par des amateurs (Questioni sull’Enciclopedia, da dilettanti), IV, César-Égalité (Cesare-Eguaglianza). Oxford : Voltaire Foundation, 2009.
L’Evidenza della retta ragione
Considerata sotto il duplice rapporto della morale e della politica, la dottrina di Confucio si paragona a quella che Socrate insegnava verso la stessa epoca. « Amici della ragione, nemici dell’entusiasmo » (Voltaire), Confucio e Socrate hanno rivestito la saggezza antica di quella dolcezza, di quella evidenza, di quella calma capaci di toccare gli spiriti più rudi. Mai, forse, lo spirito umano fu più degnamente rappresentato che da questi due uomini. Superiori per la loro filosofia, non lo erano meno per il loro giudizio. Sapevano sempre fin dove bisogna andare e dove bisogna fermarsi. E se, tuttavia, si allontanavano dalla retta via, il loro buon senso ve li ricondoceva, in che hanno un vantaggio considerevole su molti filosofi del nostro tempo che hanno ragionamenti così contorti, così falsi, sottigliezze così spaventose, che faticano a capirsi essi stessi. « Il Maestro disse : “Nessuno penserebbe di uscire altrimenti che dalla porta. Perché le genti cercano di camminare fuori dalla Via ?” » (VI.17)
Si rimpiangerà, dunque, l’opinione di Hegel il quale, non trovando nei Dialoghi alcuno di quegli smarrimenti che egli chiamava filosofia, troncò con una parola terribile : « sarebbe stato meglio per la reputazione di Confucio che non si fosse tradotta la sua opera »4Hegel, Georg Wilhelm Friedrich. Leçons sur l’histoire de la philosophie (Lezioni sulla storia della filosofia), trad. dal tedesco di Jean Gibelin. Parigi : Gallimard, 1954.. Questo disprezzo tutto germanico è tanto più strano in quanto la Germania possiede, con le Conversazioni di Goethe, un libro eminentemente vicino sia per la sua serena bellezza sia per la presenza vivente di un Maestro. Che non ci si inganni ! Giudicare Confucio indegno di essere tradotto significa rigettare la ragione stessa — « quella verità interiore che è nell’anima di tutti gli uomini, e che il nostro filosofo consultava senza posa [per] condurre tutte le sue parole » (Jean de Labrune).
La Via del saggio
Come tanti altri « istitutori » del genere umano, come il Buddha in India, Zarathustra in Persia, Confucio non era uno scrittore, ma un Maestro che lasciò ai suoi discepoli il compito di trascrivere i suoi insegnamenti. Del resto, estraneo ai grandi discorsi e all’eloquenza fuori luogo, egli preferiva loro un atteggiamento raccolto, « come quello di un musicista chinato sul suo strumento per trarne le più belle melodie »5Secondo la luminosa immagine di Antoine-Joseph Assaf.. Giungeva talvolta a sospirare : « Vorrei non parlare più ». Ai discepoli che si commovevano dei suoi silenzi, ribatteva con una maestà quasi cosmica : « Il Cielo parla forse ? Eppure le quattro stagioni seguono il loro corso, eppure le cento creature nascono. Il Cielo parla forse ? » (XVII.19)
Dichiarava umilmente a chi voleva udirlo : « Io trasmetto, non invento nulla […] e amo l’Antichità » (VII.1). Questo ruolo di tramite dei riti (li), del sapere (zhi), del senso di umanità (ren), lo assolveva con dedizione, con dignità ; non senza passare per profondi abbattimenti, sapendo quanto « la sua missione è pesante, e la sua strada è lunga » (VIII.7). Tuttavia, si incoraggiava al pensiero di compiere un vero e proprio mandato celeste : « Il re Wen è morto. Ora, non sono forse io che sono investito del deposito della civiltà ? Se il Cielo avesse giurato la sua perdita, perché l’avrebbe affidato a un mortale come me ? E se il Cielo ha deciso di preservare questo deposito, che cosa ho da temere dalle genti di Kuang ? » (IX.5)
L’Impero della virtù
Una parola frequente nei Dialoghi è quella di « uomo onesto » (junzi), che designava originariamente un gentiluomo nato da nobile stirpe e famiglia, ma a cui Confucio dà un senso nuovo sostituendo l’aristocrazia del cuore a quella del sangue. L’uomo di qualità non si definisce più per la nascita che riceve dalle mani del caso, bensì per l’elevazione morale e la sensibilità che acquisisce grazie allo studio6Come ricorda Cyrille Javary, la Francia attenderà ventitré secoli dopo Confucio per vedere Figaro, il cameriere del conte, rivendicare sentimenti di uguaglianza e di rivincita contro i privilegi del suo padrone : « Signor Conte […]. Perché siete un gran signore, vi credete un gran genio !… Nobiltà, fortuna, un rango, dei posti ; tutto ciò rende così fieri ! Che cosa avete fatto per tanti beni ? Vi siete dato la pena di nascere, e nulla più. Del resto, uomo abbastanza ordinario ! Mentre io », ecc.. Simile alla « stella Polare » (II.1), immutabile e centrale, non si preoccupa di non essere notato ; cerca piuttosto di fare qualcosa di notevole : « Il Maestro disse : “Non è una disgrazia essere misconosciuti dagli uomini, ma è una disgrazia misconoscerli” » (I.16). Dove trovare una massima più bella, un’indifferenza più grande riguardo alla gloria e ai successi ? Che importa, in definitiva, che Confucio sia rimasto, per tutta la sua vita, un sovrano senza corona ? Ha costruito un Impero le cui frontiere invisibili si estendono fino a quelle dell’umanità.
Per approfondire
Intorno a I Dialoghi di Confucio

Citazioni
« 子曰:「不知命,無以爲君子也;不知禮,無以立也;不知言,無以知人也。」 »
論語 su Wikisource 中文, [online], consultato il 15 aprile 2026.
« Confucio dice : “Chi non conosce il destino non può vivere da uomo onesto. Chi non conosce i riti non sa come comportarsi. Chi non conosce il senso delle parole non può conoscere gli uomini”. »
Confucio. Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio), trad. dal cinese di Pierre Ryckmans, pref. di René Étiemble. Parigi : Gallimard, coll. « Connaissance de l’Orient », 1987.
« Il Maestro disse : “Chi non conosce il suo destino non saprebbe essere un uomo di bene ; chi non conosce i riti non saprebbe tenere il suo rango ; chi non conosce il senso delle parole non saprebbe giudicare gli uomini”. »
Confucio. Les Entretiens de Confucius et de ses disciples (I Dialoghi di Confucio e dei suoi discepoli), trad. dal cinese di Jean Levi. Parigi : A. Michel, coll. « Spiritualités vivantes », 2016 ; ried. con il titolo Entretiens (Dialoghi), Parigi : Les Belles Lettres, 2019.
« Il Maestro disse : “Chi non riconosce il decreto celeste non saprebbe essere uomo di bene. Chi non possiede i riti non saprebbe affermarsi. Chi non conosce il valore delle parole non saprebbe conoscere gli uomini”. »
Confucio. Les Entretiens (I Dialoghi), trad. dal cinese di Anne Cheng. Parigi : Éditions du Seuil, coll. « Points. Sagesses », 1981.
« Confucio dice : “Senza conoscenza del destino, non si saprebbe divenire un uomo di qualità. Senza conoscenza della cortesia, non ci si saprebbe attenere ad essa. Senza conoscenza del senso delle parole, non si potrebbero comprendere gli uomini”. »
Confucio. Les Entretiens de Confucius et de ses disciples (I Dialoghi di Confucio e dei suoi discepoli), trad. dal cinese di André Lévy. Parigi : Flammarion, coll. « GF », 1994.
« Confucio dice : “Se non si conosce il destino, nulla permette di essere un uomo di bene. Se non si conoscono i riti, nulla permette di stabilirsi nella società. Se non si conosce il senso delle parole, nulla permette di conoscere gli uomini !” »
Philosophes confucianistes (Filosofi confuciani), trad. dal cinese di Charles Le Blanc e Rémi Mathieu. Parigi : Gallimard, coll. « Bibliothèque de la Pléiade », 2009.
« Il filosofo dice : “Se non ci si crede incaricati di compiere una missione, un mandato, non si può essere considerati come un uomo superiore.
Se non si conoscono i riti o le leggi che regolano le relazioni sociali, non si ha nulla su cui fissare la propria condotta.
Se non si conosce il valore delle parole degli uomini, non si conoscono essi stessi”. »
Confucio e Mencio. Les Quatre Livres de philosophie morale et politique de la Chine (I Quattro Libri di filosofia morale e politica della Cina), trad. dal cinese di Guillaume Pauthier. Parigi : Charpentier, 1841.
« Il Maestro : “Chi non conosce il decreto non saprebbe divenire un uomo nobile. Chi non conosce i riti non saprebbe comportarsi. Chi non conosce le parole non saprebbe conoscere gli uomini”. »
Confucio. Le Livre de la sagesse de Confucius (Il Libro della saggezza di Confucio), trad. dal cinese di Eulalie Steens. Monaco ; Parigi : Éditions du Rocher, coll. « Les Grands Textes spirituels », 1996.
« Il Maestro disse : “Colui che non conosce la volontà del Cielo (la legge naturale) non sarà mai un saggio. Colui che non conosce le regole e gli usi non sarà costante nella sua condotta. Colui che non sa discernere il vero dal falso nei discorsi degli uomini non può conoscere gli uomini”. »
Confucio e Mencio. Les Quatre Livres (I Quattro Libri), trad. dal cinese in francese e in latino di Séraphin Couvreur. Hejian : Imprimerie de la mission catholique, 1895.
« Magister ait : “Qui non cognoscit Cæli mandata, non habet quo fiat sapiens vir. Qui non novit ritus, non habet quo consistat, id est, non habet certam legem qua constanter se dirigat. Qui nescit discernere (examinare et æstimare) hominum dicta, non habet quo noscat homines”. »
Confucio e Mencio. Les Quatre Livres (I Quattro Libri), trad. dal cinese in francese e in latino di Séraphin Couvreur. Hejian : Imprimerie de la mission catholique, 1895.
« Il Maestro disse : “Colui che non conosce il decreto celeste non saprebbe essere un uomo onorevole. Colui che non conosce le regole e gli usi non saprebbe rafforzarsi. Colui che non conosce il senso dei discorsi non può conoscere gli uomini”. »
Confucio. Entretiens du Maître avec ses disciples (Dialoghi del Maestro con i suoi discepoli), trad. dal cinese di Séraphin Couvreur, rev. della trad. e postf. di Muriel Baryosher-Chemouny. Parigi : Éd. Mille et une nuits, coll. « Mille et une nuits », 1997 ; ried. con il titolo Paroles de Confucius, Entretiens (Parole di Confucio, Dialoghi), Parigi : Hugo poche, coll. « Hugo poche : sagesses », 2023.
« Confucii effatum : “Nec sapientiam apprehendere, qui Cæli legem ; nec in virtute stare, qui rituum honestatem ; nec homines potest dignoscere, qui verborum artem ignorat”. »
Confucio e Mencio. Sinensis imperii libri classici sex, trad. dal cinese in latino di François Noël. Praga : per J. J. Kamenicky, 1711.
« Confucio diceva : “Non si può giungere alla saggezza se non si conosce la legge del cielo, né rafforzarsi nella virtù se si ignorano i riti dell’onestà, né discernere gli uomini se non si conosce l’arte del parlare”. »
Confucio e Mencio. Les Livres classiques de l’Empire de la Chine (I Libri classici dell’Impero della Cina), trad. indiretta dal latino di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël. Parigi : de Bure ; Barrois aîné e Barrois jeune, 1784.
« Confucius aiebat : “Qui non s[c]it, adeoque nec credit dari Cœli mandatum et Providentiam, id est, qui non intelligit et credit prospera et adversa, vitam et mortem, etc. a Cœli nutu consilioque pendere (vel, ut exponunt alii, qui non cognoscit lumen rationis cœlitus inditum esse mortalibus, ad quod vitæ suæ rationes omnes componat, et quæ prava sunt, fugiat, quæ recta, prosequatur), vir hujusmodi profecto non habebit quo evadat probus ac sapiens ; quin imo multa committet homine indigna, dum quæ illicita sunt, vel supra vires suas, consectabitur, vel iis malis, quæ frustra conabitur effugere, succumbet.
Quisquis ignorat decorum cujusque rei et modum, necnon ritus officiaque civilia, quæ societatis humanæ vincula quædam sunt, ac proprium cujusque hominis decus et firmamentum, non habebit is quo erigatur aut evadat vir gravis et constans, et sibi aliisque utilis ; labetur enim assidue, fluctuabit incertus, et ipsius quoque virtutis, si quam forte adeptus est, jacturam aliquando faciet.
Lingua cordis index est ; nec raro quidquid in toto latet homine, brevis ejusdem prodit oratio. Quocirca quisquis non intelligit sermones hominum, sic ut apte discernat quam recte, quam perperam quid dicatur, non habebit quo perspectos habeat ipsos homines : errores illorum scilicet, indolem, consilia, facultates.
Porro quisquis hæc tria — Cœli, inquam, providentiam, rerum modum, ipsos denique homines — probe cognoverit, itaque vixerit, ut huic cognitioni vita moribusque respondeat, is omnino dici poterit partes omnes rari sapientis, et qui longe supra vulgus emineat, explevisse”. »
Confucio. Confucius Sinarum philosophus, sive Scientia sinensis latine exposita, trad. dal cinese in latino di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet. Parigi : D. Horthemels, 1687.
« Chi non conosce gli ordini del Cielo e la Provvidenza, chi non crede che la prosperità e l’avversità, la vita e la morte, ecc. dipendano dalla volontà e dal consiglio del Cielo, e chi non riconosce che la luce della ragione è un dono che il Cielo fa ai mortali, e al quale bisogna conformare tutti i movimenti della nostra vita, essendo la regola del male e del bene, di ciò che bisogna fuggire e di ciò che bisogna abbracciare ; certamente un uomo siffatto non potrà mai divenire uomo di bene e saggio, ben lungi da ciò, non mancherà di fare molte cose indegne di un uomo, si porterà a cose illecite o al di sopra delle sue forze, e soccomberà a mali che tenterà invano di evitare.
Colui che ignora la convenienza e il modo di ogni cosa, i costumi e i doveri reciproci che sono come i legami della società umana e l’ornamento particolare di ciascuno ; non si eleverà mai a nulla, e non giungerà mai ad essere un uomo d’importanza, grave, costante e utile ai suoi e agli altri ; ma cadrà continuamente, galleggerà in una perpetua incertezza, e se avrà anche acquisito qualche virtù, infine un giorno la perderà.
La lingua è il segno o l’indice del cuore, e spesso una piccola parola sfuggita scopre tutto ciò che un uomo ha nello spirito ; perciò chiunque non intende i discorsi degli uomini, in modo da non discernere giustamente quanto una cosa sarà bene o male detta a proposito, non sarà capace di conoscere il fondo e l’interno degli uomini, i loro errori, la loro natura, i loro disegni, e fin dove si estende o non si estende la loro capacità.
Or, chiunque conoscerà bene queste tre cose — la provvidenza del Cielo, il modo particolare delle cose, l’interno degli uomini, e che si sarà governato in modo tale che la sua vita e i suoi costumi avranno risposto a questa conoscenza, si potrà assolutamente dire che avrà riempito tutte le parti di un uomo raro, saggio e molto al di sopra della media. »
Confucio. Confucius, ou La Science des princes contenant les principes de la religion, de la morale particulière, du gouvernement politique des anciens empereurs et magistrats de la Chine (Confucio, o La Scienza dei principi contenente i princìpi della religione, della morale particolare, del governo politico degli antichi imperatori e magistrati della Cina), manoscritto n° 2331, trad. indiretta dal latino di François Bernier, basata su quella di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet. Parigi, Bibliothèque de l’Arsenal, 1687 ; ried. (pref. di Sylvie Taussig, nota sinologica di Thierry Meynard), Parigi : Le Félin, coll. « Les Marches du temps », 2015.
« Dsü dixit : “Ignorans mandatum haud evadet vir principalis.
Ignorans ritus haud ad consistendum.
Ignorans verba haud ad noscendum homines”. »
Confucio. Werke des chinesischen Weisen Khung-Fu-Dsü und seiner Schüler (Opere del saggio cinese Khung-Fu-Dsü e dei suoi discepoli), t. II, trad. dal cinese in tedesco e in latino di Wilhelm Schott. Berlino : C. H. Jonas, 1832.
« Philosophus ait : “Qui non agnoscit Cæli providentiam, non habet unde fiat sapiens. Qui haud noscit ritus, non habet unde consistat. Qui non discernit sermones, non habet unde cognoscat homines”. »
Cursus litteraturæ sinicæ neo-missionariis accommodatus, t. II. Studium classicorum, trad. dal cinese in latino di Angelo Zottoli. Shanghai : Missionis catholicæ, 1879.
« Il saggio dice : “Colui che non riconosce e non discerne l’ordine del Cielo non può essere un uomo nobile. Colui che non conosce gli usi non si manterrà. Colui che non comprende il senso esatto delle parole non può comprendere le genti”. »
Leslie, Donald Daniel. Confucius (Confucio), studio seguito dai Dialoghi di Confucio, trad. indiretta dall’ebraico di Zacharie Mayani, basata su quella di Donald Daniel Leslie. Parigi : Seghers, coll. « Philosophes de tous les temps », 1962.
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Registrazioni sonore
- Anne Cheng a proposito di Confucio. (France Culture • France Inter).
- Brigitte Boudon a proposito di Confucio. (Éditions Ancrages).
- Cyrille Javary a proposito di Confucio. (Radio France Internationale (RFI)).
- Lettura di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di ~Cocotte e ~Iamnot, nella traduzione di Séraphin Couvreur. (Littérature audio).
- Lettura di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di ~RikudoSensei, nella traduzione di Pierre Ryckmans. (YouTube).
- Lettura parziale di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Fabienne Prost, nella traduzione di Séraphin Couvreur, riveduta da Muriel Baryosher-Chemouny. (YouTube).
- Lettura parziale di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Michaël Lonsdale, nella traduzione di Séraphin Couvreur, riveduta da Muriel Baryosher-Chemouny. (YouTube).
- Lettura parziale di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Robin Renucci, nella traduzione di Séraphin Couvreur, riveduta da Muriel Baryosher-Chemouny. (YouTube).
- René Étiemble, Anne Cheng e Charles Le Blanc a proposito di Confucio. (France Culture).
- Sami Tchak a proposito di Confucio. (Radio France Internationale (RFI)).
- Étienne Balazs a proposito di Confucio. (France Culture).
Opere a stampa
- Manoscritto della traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François Bernier, basata su quella di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687). (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Manoscritto della traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François Bernier, basata su quella di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1688). (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (18…). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (18…), copia. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1841). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1841), copia. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1841), copia 2. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1841), copia 3. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1841), copia 4. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1841), copia 5. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1845). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1845), copia. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1846). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1846), copia. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1846), copia 2. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1852). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1852), copia. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1852), copia 2. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1852), copia 3. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1858). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1858), copia. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1858), copia 2. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1858), copia 3. (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1862). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1862), copia. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1868). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1868), copia. (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1874). (Google Livres).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Guillaume Pauthier (1921). (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Séraphin Couvreur (ed. elettronica). (Chine ancienne).
- Traduzione di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Séraphin Couvreur (ed. elettronica bis). (Wikisource).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. I. (Google Livres).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. I, copia. (Google Livres).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. I, copia 2. (Google Livres).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. I, copia 3. (Google Livres).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. I, copia 4. (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. II. (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. II, copia. (Google Livres).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. II, copia 2. (Google Livres).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. II, copia 3. (Google Livres).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. II, copia 4. (Google Livres).
- Traduzione indiretta di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François-André-Adrien Pluquet, basata su quella di François Noël (1784-1785), t. II, copia 5. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François Noël (1711). (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François Noël (1711), copia. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François Noël (1711), copia 2. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di François Noël (1711), copia 3. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687). (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 2. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 3. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 4. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 5. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 6. (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 7. (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 8. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 9. (American Libraries).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 10. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 11. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 12. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 13. (American Libraries).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 14. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 15. (Google Livres).
- Traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Prospero Intorcetta, Christian Herdtrich, François de Rougemont e Philippe Couplet (1687), copia 16. (Google Livres).
- Traduzioni tedesca e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Wilhelm Schott (1832). (Google Livres).
- Traduzioni tedesca e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Wilhelm Schott (1832), copia. (Google Livres).
- Traduzioni tedesca e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Wilhelm Schott (1832), copia 2. (Google Livres).
- Traduzioni tedesca e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Wilhelm Schott (1832), copia 3. (Google Livres).
- Traduzioni tedesca e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Wilhelm Schott (1832), copia 4. (Google Livres).
- Traduzioni tedesca e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Wilhelm Schott (1832), copia 5. (Google Livres).
- Edizione e traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Angelo Zottoli (1879). (Google Livres).
- Edizione e traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Angelo Zottoli (1879), copia. (Google Livres).
- Edizione e traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Angelo Zottoli (1879), copia 2. (Google Livres).
- Edizione e traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Angelo Zottoli (1879), copia 3. (Google Livres).
- Edizione e traduzione latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Angelo Zottoli (1879), copia 4. (Google Livres).
- Edizione e traduzioni francese e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Séraphin Couvreur (1895). (Google Livres).
- Edizione e traduzioni francese e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Séraphin Couvreur (1895), copia. (Google Livres).
- Edizione e traduzioni francese e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Séraphin Couvreur (1910). (Google Livres).
- Edizione e traduzioni francese e latina di Les Entretiens de Confucius (I Dialoghi di Confucio) di Séraphin Couvreur (1910), copia. (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
Bibliografia
- Assaf, Antoine-Joseph. Confucius à la plage : la sagesse dans un transat (Confucio in spiaggia : la saggezza in una sdraio). Malakoff : Dunod, coll. « À la plage », 2023.
- Cheng, Anne. Histoire de la pensée chinoise (Storia del pensiero cinese). Parigi : Éditions du Seuil, 1997.
- Desroches, Jean-Paul e Delacour, Catherine (dir.). Confucius : à l’aube de l’humanisme chinois (Confucio : all’alba dell’umanesimo cinese) [catalogo di mostra, Parigi, Musée national des arts asiatiques-Guimet]. Parigi : Réunion des musées nationaux, 2003.
- Granet, Marcel. La Pensée chinoise (Il Pensiero cinese), prefazione di Henri Berr. Parigi : A. Michel, coll. « L’Évolution de l’humanité », 1950. (Bibliothèque nationale de France (BnF)).
- Javary, Cyrille. Sagesse de Confucius : valeurs, propositions et aphorismes pour grandir (Saggezza di Confucio : valori, proposizioni e aforismi per crescere). Parigi : Eyrolles, coll. « Eyrolles pratique : spiritualité », 2016.
- Labrune, Jean de. La Morale de Confucius, philosophe de la Chine (La Morale di Confucio, filosofo della Cina), Amsterdam : P. Savouret, 1688 ; ried. (seguita da una Lettre sur la morale de Confucius (Lettera sulla morale di Confucio) di Simon Foucher), Parigi : E. Legrand ; Fontenay-le-Comte : Gaudin fils, 1844. (Google Livres).
